L’antico Lacus Maximus, immerso in un incantevole territorio incastonato fra i monti tra l’Italia e la Svizzera, vi stupirà per la bellezza delle Isole Borromee, il gusto barocco di ville e palazzi nobiliari e i lussureggianti giardini all’italiana che hanno incantato artisti e scrittori, da Goethe a Hemingway.

“Finalmente il mio spirito, che per amore di un bello troppo bello
trova sempre da criticare, ha incontrato qualcosa
in cui nulla v’è di criticabile.”
(STENDHAL, dal diario, Isola Bella 25 ottobre 1811)

STRESA, LA PERLA DEL LAGO MAGGIORE

Elegante, raffinata, scrigno di memorie di un fasto di altri tempi, Stresa è stata nei secoli un incantevole scenario per le vacanze delle famiglie aristocratiche di tutta Europa, dall’austera regina britannica Vittoria alle duchesse e regine di Casa Savoia.Divisa nel medioevo tra le due potenti famiglie dei Visconti e dei Borromeo, nell’Ottocento si aprì al turismo grazie anche alla costruzione di nuove vie di comunicazione: il Sempione, voluto da Napoleone per collegare Milano con le regioni d’Oltralpe, la ferrovia e i nuovi battelli a vapore che facevano tappa in Svizzera. Sospesa tra acqua e colline, sotto le verdi pendici del Mottarone, con un maestoso lungolago scandito dai grandi e sontuosi alberghi, oggi Stresa conserva lo stile ed il sapore di inizio Novecento.

IL LAGO MAGGIORE

Il Lago Maggiore, con i suoi scorci d’acqua riparati e chiusi dalle Alpi, i pittoreschi paesi dei pescatori, le meraviglie architettoniche e naturalistiche del golfo Borromeo, la natura lussureggiante e gli inestimabili tesori d’arte fu uno dei luoghi prescelti dagli animi dell’Europa romantica e tappa imperdibile del Gran Tour. Qui viaggiarono e ne raccontarono le meraviglie Flaubert, Goethe, Byron, Dumas padre, Ruskin, Stendhal.Via di comunicazione strategica per l’accesso alle Alpi, l’area del lago fu concessa come feudo alla famiglia milanese dei Borromeo e ne divenne luogo di svago. Fu con Napoleone Bonaparte che venne tracciata la Regia Strada del Sempione, la più moderna e maestosa strada panoramica attraverso le Alpi, permettendo alla nobiltà europea di raggiungerne le sponde dal clima temperato. Tra il Settecento e l’Ottocento sorsero sulle sue rive magnifiche ville circondate da grandi parchi e lussuosi alberghi che ancora oggi conservano, intatto, il loro fascino.

ISOLA BELLA, TRA FIABA E REALTà

Bizzarra come un miraggio, verde come uno smeraldo, bella come un vascello incantato, l’isola ha affascinato ed attratto visitatori curiosi di ogni nazione per le mirabili architetture di Palazzo Borromeo ed il fantastico giardino barocco.Apoteosi assoluta dello stile barocco, scenario di feste da Mille e una notte e rappresentazioni teatrali per la grande nobiltà europea, divenne emblema di ricchezza e potere a livello internazionale. Una grandiosa favola fuori dal tempo dall’atmosfera magica creata da architetti e giardinieri che nei secoli hanno saputo plasmare un’opera d’arte.

L’ISOLA DEI PESCATORI

Antico villaggio di Pescatori, l’isola del quale conserva l’atmosfera con le sue stradine tortuose è sicuramente la più pittoresca delle Isole Borromee, nonchè l’unica a essere stabilmente abitata. Il suo piccolo e antico borgo si caratterizza per gli stretti vicoli su cui spiccano le tipiche abitazioni a più piani, con lunghi balconi adibiti all’essiccamento del pesce; gli abitanti dell’isola vivono, infatti, principalmente di pesca e di turismo.

 Il suo inconfondibile e suggestivo profilo è contraddistinto dall’aguzzo campanile della Chiesa di San Vittore stretto in un abbraccio di tetti e finestre e la sua riva è sempre occupata dalle piccole barche dei suoi cinquanta residenti. La suggestione aumenta alla sera, quando l’intera isola viene avvolta da un’armoniosa illuminazione che la trasforma in un vero e proprio quadro vivente, specchiato nelle docili acque del Lago Maggiore.

IL MOTTARONE

Il Mottarone, vera montagna tra i laghi, offre uno spettacolo che non può essere solo descritto perché bisogna necessariamente viverlo per apprezzarne l’essenza. Visto da lontano sembra quasi un enorme panettone pelato che, dall’alto dei suoi 1.491 metri, si rispecchia tra le acque di ben sette laghi (Lago Maggiore, Lago d’Orta, Lago di Mergozzo, Lago di Varese, Lago di Comabbio, Lago di Monate, Lago di Biandronno).La sua posizione geografica lo rende naturalmente, fin dall’Ottocento, meta di escursionisti curiosi di ammirare la meraviglia che la sua vetta regala ogni giorno: lo sguardo si perde nell’infinito verso la pianura, per poi passare sulle cime più alte delle Alpi Italiane e Svizzere e il gruppo del Monte Rosa (4.463 metri), in una poesia di colori e emozioni.

I FIORI

Azalee, rododendri, camelie, riconosciute fra le migliori in Italia e nel mondo, sono il vanto internazionale di questo specchio d’acqua.Il segreto di tanta bellezza è nel vero senso della parola, alla radice, nel terreno particolarmente ricco di sedimenti acidi provenienti dalle montagne granitiche alle spalle del Lago. Più di cento aziende vivaistiche riunite nel Consorzio dei Fiori Tipici del Lago Maggiore vantano collezioni tra le più prestigiose d’Europa e svolgono una costante attività di ricerca applicata per il miglioramento della produzione, in collaborazione con l’Università di Torino.

IL DESIGN

Riuscito connubio tra arte, design e industria, sui territori all’interno del Lago Maggiore hanno sede le fabbriche Alessi (fondata nel 1921) e Lagostina (fondata nel 1901) che, come recitava una pubblicità, “mettono in tavola l’Italia” e oggi addirittura il mondo intero.

LE MARGHERITINE

Il burroso impasto risale alle feste che i Savoia organizzavano per i ricevimenti di Ferragosto. Un pasticciere di Stresa, incaricato di preparare i dolci per il banchetto, sfornò squisiti pasticcini, coperti di zucchero a velo, tanto buoni da mandare all’aria i propositi di dieta della Regina Margherita. Pur ingrassando un po’ la sovrana impose che a quei fragranti peccati di gola fosse dato il suo nome. Così oggi tutte le pasticcerie di Stresa, onorando natali tanto illustri, tengono alto il nome delle “Margheritine”.